Il silenzio di Maria

Spesso noi pensiamo che la fede sia una conquista fatta una volta per sempre; ma nella nostra relazione con Dio, c’è sempre un aspetto imprevedibile perché non si sa mai ciò che Dio ci potrà chiedere e quale sarà la nostra risposta. Questo inatteso di Dio appare chiaramente nella vita di Maria, dopo la visita dell’angelo: gli avvenimenti si succederanno in maniera da sorprenderla ed anche da smarrirla. Nel corso della sua storia ella è sorpresa da eventi che la colpiscono e disorientano i suoi progetti ma ella non è mai presa alla provvista, anche quando è di fronte ad un problema. Ella prega e medita nel suo cuore e si rimette alla volontà del Padre che le giunge sotto il velo degli avvenimenti. In quelle ore Ella può ripetere il suo «fiat» ed abbandonarsi a Dio. Ma ha veramente bisogno di ripeterlo se lo ha già pronunciato nelle profondità del suo essere? Le basta tacere e riprendere contatto con la sorgente di gioia e di pace che abita nel suo cuore per far fronte con coraggio e serenità alla nuova situazione che le capita.
Quando la fede raggiunge questo grado diventa silenzio di adorazione. Questa è la preghiera di Maria. Quando, in una conversazione, per mantenere il contatto di relazione, si ha bisogno di parlare molto, è certo che gli interlocutori non hanno raggiunto ancora una comunione che vada al di là delle parole. Così è per la preghiera di Maria che si identifica col silenzio. Appena l’angelo la lascia, Maria entra in questo silenzio che niente potrà turbare. Anche la sua visita a Elisabetta la lascia in pace in silenzio in un’atmosfera di preghiera da cui sgorgherà il Magnificat.
È un silenzio di attenzione alla crescita del Verbo in Lei; senza aver conosciuto l’abbraccio umano, Maria porta nel suo cuore il frutto dell’amore; esso è opera dello Spirito Santo. Il bambino che porta nel suo seno è, così, circondato da un doppio mistero: quello comune ad ogni bambino racchiuso nella madre e quello del volto ch’Ella non può identificare con nessun padre. è un silenzio sostanziale in cui Maria consegna al suo bambino la propria carne e il proprio sangue, in un meraviglioso scambio d’amore. Ella non ha bisogno di parlare, le basta sapere che il Padre vede nel segreto.

Jean Lafrance

Tratto da http://www.pasomv.it/bocconcini/20-2009.htm

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