I sacerdoti di Como parlano di Don Guanella

Non occorre che noi diciamo di lui che fu un santo. Saprà ben egli farsi valere, se lo è già, come speriamo.  Né tarderà molto. Ha tanta gente che aspetta, povero Don Guanella, fin da oggi, intorno alla sua tomba. […]

Volontà di azione, volontà di bene, volontà di sacrificio per il conforto, per la gioia, per un qualsiasi minor soffrire dei nostri fratelli […]

Specialmente noi sacerdoti che consideriamo Don Guanella ancora nostro, noi sacerdoti della diocesi che diede a Don Guanella i natali, lo vide scendere da’ suoi monti lontani, posare in Como il centro irradiatore delle Opere sue, e poi andare, andare, pellegrino e cittadino di ogni terra, a imprimere nel mondo orme sì vaste di carità.

Per me, non scorderò mai quello che Don Guanella mi disse, un giorno ch’io portai a lui un mio dolore, perché egli lo conosceva e nella sua bontà, fatta per le vaste e per le piccole cose, mi fece dire che mi attendeva per discorrerne insieme.

Andai, gli parlai, e tengo fissa nell’anima la sentenza del suo conforto, tremenda per la carne che dolora, alta e divina per lo spirito che deve chinarsi e accettare, se vuoi sentire la soavità del giogo che Iddio impone.

«Creda a me. Guardi a me. Bisognerà a lungo lavorare e soffrire… E poi ancora e sempre lavorare e soffrire».

Don G. Cachat – Diocesi di Como, 1915

Tratto da http://www.luigiguanellasanto.it/?p=475

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