Morte mistica

Io morirò tutto a me stesso per vivere solo a Dio, e a Dio certo morirò, perché senza Dio vivere non posso: Oh che vita! Oh che morte! Vivrò, ma come morto, e con tale riflesso passerò la mia vita con stabilirla in una continua morte. Mi voglio risolvere a morire per Ubbidienza. Benedetta Ubbidienza!

Pondererò questa massima forte di spirito della Morte Mistica, nei tre Voti Religiosi, di Povertà, Castità, e Ubbidienza. Mi figurerò morto nella Povertà. Il morto, dirò a me stesso, non ha se non quello che gli si pone in dosso né si cura che sia buono o cattivo; nulla chiede, e nulla vuole, perché non è più di questo mondo, ed ancora per non essere più di questa terra. Sarò poverissimo come il morto, e per quanto mi sarà possibile, non terrò cosa alcuna presso di me, con questo solo riflesso, che non devo aver niente, e ogni cosa è di più, come al morto, che è superflua ogni cosa che gli si pone in dosso. Quello che mi verrà dato, lo riceverò per carità, senza mai lamentarmi, ma terrò sia sempre troppo, per non meritar niente. Non chiederò cosa alcuna, se non fosse per estrema necessità, e questa la riceverò per pura carità, e sarò tardo a richiederla, per provare e soffrire gl’incomodi della S. Povertà. Nel vitto e vestito procurerò sempre il peggio, morendo ad ogni desiderio e gusto del senso, non chiedendo e ritenendo mai niente senza licenza dei miei Superiori, e questi pregherò che mi siano sempre rigorosi, per soddisfarmi meno che possono rimettendomi tutto a Dio. Cercherò in questo di imitare Gesù povero in tutto: essendo Egli Signore del Cielo non si vergognò di abbracciare questa estrema Povertà, di fare una vita poverissima in tutto ed abbietta per mio amore ed esempio. Disprezzerò me stesso e godrò di essere disprezzato da gli altri, e posposto ad ognuno. Il morto è il vero povero di Gesù, non si cura degli onori e disprezzi, e però non dimostrerò neppure desiderio o inclinazione a cosa alcuna, affine di non esser compiaciuto, insomma studierò essere poverissimo, di essere privato di ciò che ho, perché non mio, e di sempre più impoverirmi per rendermi simile a Gesù poverissimo. Povero morire in Croce come Voi!

Morirò nella Castità col sottoporre il mio corpo ad ogni sorta di strazi e patimenti per amore del mio Dio, ed acciò non si ribelli per farmi offuscare un sì bel giglio, fuggirò ogni occasione, e custodirò i miei sentimenti, con somma vigilanza, acciò per essi non entri cosa che sia cattiva. Il morto non ha sentimenti, così neppure io voglio avere alcun sentimento in offesa del mio Dio. Fuggirò anche ogni minima occasione di attacco, perché Gesù del mio cuore vuole Egli solo esserne assoluto padrone: e puro d’intenzioni, gloria di Dio, salute dell’anima: puro di affetti, mai amore alle creature, né ad altro: puro di desideri i e non cercare altro che Gesù, che si pasce tra i gigli immacolati. Così mi voglio rendere morto ad ogni piacere di me stesso,  sacrificandomi sempre alla Croce purissima del mio sposo Gesù. Oh morte santa di chi vive casto per Voi, Gesù mio!

Morirò nell’Ubbidienza. Oh che santo sacrificio! Oh santo martirio di volontà pura, dandomi totalmente morto in essa, qui si ha da finire di morire con sottoporre la volontà propria, ed in tutto e per tutto vincerla sino che sia morta affatto, senza dare neppure un sospiro. Sarò con la grazia del Signore pronto e indefesso nell’Ubbidienza, alla cieca, senza replica, e se mi fosse comandata cosa ardua e difficile, e di somma mia ripugnanza, un’occhiata a Gesù alla Colonna, un’altra all’Orto, nell’Agonia della sua orazione, un’altra sulla Croce in cui spirò per obbedienza all’Eterno Padre; nel primo ricordandomi degli avvertimenti che mi dà, dirò: benedetta Ubbidienza, santa Ubbidienza mi fai morire, mi farò santo ed in fine beato: così mi renderò dolce e soave l’Ubbidienza e l’eseguirò con contento. Oh che beata morte di chi muore per obbedienza! Come fece Gesù caro Sposo dell’anima mia. Non solo poi ubbidirò a chi devo ma anche alle eguali ed inferiori, procurerò essere tutto di tutti acciò tutti mi possano con libertà comandare; starò indifferente in tutto, non mostrando dispiacere o rincrescimento in cosa alcuna per dare una santa libertà di comandarmi. Starò sopra a me stesso sempre per non fare capire la minima inclinazione acciò non mi sia soddisfatta né a questo né a quello, anche sotto titolo di essere mortificato, volendo anche in questo far languire l’amor proprio, ed in tutto farlo morire; e piuttosto contento a quelle ripugnanze acciò mi sia comandato sempre contro mia voglia e volontà conoscendo per lume di Dio consistere in questo forte punto la soda virtù, e l’ubbidienza che si domanda vero sacrificio dello spirito. Andrò così sempre contro me stesso, per non fidarmi mai di me, e calpestare così la mia inclinazione mala, superbia e passioni, privandomi sempre del proprio gusto si nel temporale che nello spirituale, ed in questo essere pronto a lasciare lo stesso Iddio per Dio, con quella santa libertà di spirito e depurata intenzione che deve avere un Religioso morto a se stesso fino all’ultimo respiro. Oh santa Morte che fa vivere di vero spirito di Gesù! Santa Ubbidienza! Santa Morte! Santo Amore!

San Paolo della Croce – Morte Mistica

Tratto da http://www.madonnaditria.it/Morte%20Mistica.pdf

AUGURI!!!

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