Chiuso nel cuore di Gesù

Vivere in un mondo frenetico come un contemplativo. Come in clausura. Non chiuso fra quattro mura, ma chiuso nel cuore di Gesù. Essere consacrato: non appartener più a sé, ma a Dio. A Dio solo. E tutto fare in Lui, per Lui, con Lui, sì che tutto il fare sia operazione divina, o divinizzata, anche le permissioni, anche le sofferenze, accettate quelle e queste come volontà di Dio.

Essere immolato; chiuso; morto al mondo. Pur laico, essere nell’anima religioso: consacrato; offerto al Signore, come incudine; praticando i consigli evangelici quanto consentito. Se la povertà, se l’obbedienza, se la castità provocheranno ire di Satana e degli uomini, con umiliazione d’incomprensioni, dire, con gioia, crocifisso in croce col Crocifisso: Bonum mihi, quia umiliasti me; come diceva il Salmista.

Ogni fatto e ogni parola sia amore; anche la respirazione, anche il lavoro, insieme con ogni rapporto umano, sia amore. Il dolore consumandosi produca amore, anche se con Lui, Amore crocifisso, debba gridare: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Igino Giordani – Diario di fuoco

Tratto da http://books.google.it/books?id=9gwdzKW6580C&lpg=PP1&pg=PP1#v=onepage&q&f=false

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