Novena al Sacro Cuore di Gesù – Giorno 2

SECONDO GIORNO – MEDITAZIONE II. Cuore amante di Gesù

Oh se intendessimo l’amore che arde nel Cuore di Gesù verso di noi! Egli ci ha tanto amati che se si unissero tutti gli uomini, tutti gli angeli e tutti i santi con tutte le loro forze non giunge­rebbero alla millesima parte dell’amore che ci porta Gesù. Egli ci ama immensamente più che noi stessi. Egli ci ha amati sino all’eccesso. E qual maggior eccesso che un Dio muoia per le sue creature? Egli ci ha amati sino all’estremo: Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (Gv 13, 1). Poiché, dopo averci amato questo Dio da un’eternità, sicchè non vi è stato momento nell’eternità che Iddio non ha pensato a noi e non ha amato ciascuno di noi – Ti ho amato di amore eterno (Ger 31, 3) – egli per nostro amore si è fatto uomo ed ha eletta una vita penosa e una morte di croce per noi. Ond’è ch’egli ci ha amati più del suo onore, più del suo riposo e più della sua vita, avendo sacrificato tut­to per dimostarci l’amor che ci porta. E questo non è eccesso di carità che farà stupire gli an­geli e il paradiso per tutta l’eternità? Quest’amore l’ha indotto ancora a restarsene con noi nel SS. Sacramento come in trono di amore: poiché ivi se ne sta sotto le apparenze di poco pane, chiuso in un ciborio, dove par che rimanga in un pieno annientamento della sua maestà, senza moto e senza uso dei sensi; sicché ivi par che non faccia altro ufficio che di amare gli uomini.

L’amore fa desiderare la continua presenza della persona amata: quest’amore e questo desi­derio fece restar Gesù Cristo con noi nel SS. Sa­cramento. Parve troppo breve a questo innamo­rato Signore l’essere stato per soli trentatré anni cogli uomini in questa terra; onde per dimostrare il suo desiderio di stare sempre con noi, stimò necessario di fare il più grande di tutti i mira­coli, quale fu l’istituzione della santa Eucaristia. Ma l’opera della Redenzione era già compita, gli uomini già erano stati riconciliati con Dio, a che serviva il restarsi Gesù in terra in questo sacra­mento? Ah ch’egli vi resta, perché non sa sepa­rarsi da noi, dicendo che con noi trova le sue delizie! Quest’amore ancora l’ha indotto sino a farsi cibo delle anime nostre, alfin di unirsi con noi e fare dei cuori nostri e del suo una stessa cosa. Chi mangia la mia carne e beve il mio san­gue dimora in me, e io in lui (Gv 6, 56). O stu­pore! o eccesso dell’amor divino! Diceva un ser­vo di Dio: « Se qualche cosa potesse smuovere la mia fede circa il mistero dell’Eucaristia non sa­rebbe già il dubbio come il pane diventi carne e come Gesù stia in più luoghi e tutto ristretto in sì poco spazio, perché risponderei che Dio può tutto; ma se mi si chiede com’egli ami tanto l’uo­mo, che sia giunto a farsi suo cibo, altro non ho che rispondere, che questa è verità di fede supe­riore alla mia intelligenza e che l’amore di Gesù non può comprendersi ».

Oh amore di Gesù, fatevi conoscere dagli uo­mini e fatevi amare!

Affetti e preghiere

O Cuore adorabile del mio Gesù, Cuore inna­morato degli uomini, Cuore creato apposta per amare gli uomini, deh come puoi esser dagli uo­mini così mal corrisposto e vilipeso? Ah me mi­serabile, ché anch’io sono stato uno di questi in­grati che non ti ha saputo amare! Perdonami, Gesù mio, questo gran peccato, di non aver ama­to te che sei così amabile e tanto hai amato me, che non hai più che fare per obbligarmi ad amar­ti. Vedo ch’io per aver un tempo rinunziato al tuo amore meriterei d’esser condannato a non po­terti più amare. Ma no, mio caro Salvatore, dam­mi ogni castigo, ma non questo. Concedimi la grazia d’amarti e poi dammi qualunque pena tu voglia. Ma come posso temere di tal castigo, men­tre sento che tu continui ad intimarmi il dolce, il caro precetto di amare te mio Signore e Dio? Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore (Mt 22, 37).

Sì, mio Dio, tu vuoi esser amato da me ed io voglio amarti; anzi non voglio amare altri che te che tanto mi hai amato. O amore del mio Gesù, tu sei l’amor mio. O Cuore infiammato di Gesù, infiamma ancora il cuore mio. Non permet­tere ch’io per l’avvenire abbia neppure per un momento da vivere privo del tuo amore, uccidimi prima, distruggimi, non far vedere al mondo que­st’orrenda ingratitudine, ch’io così amato da te, dopo tante grazie e lumi da te ricevuti abbia di nuovo a disprezzare il tuo amore. No, Gesù mio, non lo permettete. Spero nel sangue che hai spar­so per me, ch’io sempre t’amerò e tu sempre mi amerai, e quest’amore fra me e te non si scio­glierà mai più in eterno.

O madre del bell’amore, Maria, tu che tanto desideri di vedere amato Gesù, legami, stringimi col tuo Figlio; ma stringimi tanto ch’io non abbia a vedermene più separato.

Sant’Alfonso Maria di Liguori

Tratto da http://www.preghiereagesuemaria.it/novene/novena%20sacro%20cuore%20con%20sant’antonio%20m%20de%20liguori.htm

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