Nel mese dei fiori – Giorno 18

Decimo ottavo giorno

Maria che è costretta a fuggirsene nello Egitto ti insegna ancora una volta che le tribolazioni ti vengono per salvarti

Povera madre! Le è nato da pochi giorni l’infante. Appena ha trovato di ricoverare il capo entro una grotta presso alla sua città natale. Ieri quel cuor di madre fu desolato per l’annunzio preciso di molti patimenti. In questa notte poi un angelo celeste non gli apparse a lei, ma a Giuseppe suo sposo ed ha detto: “Presto, levati su, prendi il fanciullo e la madre di lui e poi fuggi nello Egitto, perché Erode re vuol uccidere Gesù”. Era notte scura, il tempo nel più crudo della vernata, i viaggi a farsi disastrosi per l’angustia dei sentieri, pericolosi per l’assalto di gente ladra. Ma non si frappone indugio. Questo avviso vien dal cielo e tanto basta perché Maria e Giuseppe senza più obbediscono.

Tu sei solito dire che quando una avversità entra nella casa tua essa non è mai sola. Anima diletta, pensalo or tu. Gran sforzo vuolsi a sospingere fino al paradiso un cristiano forse pesante come un piombo, forse freddo come un marmo. Molti angeli devono a tal uopo prestare la forza del proprio braccio. Ed or confortati in ricordare che angeli i quali ti sollevano in alto sono le tribolazioni. Vengano pure e sieno le ben arrivate, quando per esse tu finalmente giunga in porto sicuro.

Dopo breve momento un altro angelo benedetto compare a Giuseppe e dice: “Ora riprendi la madre ed il fanciullo e riconducili alla terra natale, perché Erode, il quale cercava a morte il pargoletto, egli è morto”. La sacra famiglia di Gesù, di Maria, di Giuseppe allora riprese il cammino e venne a posare nella città di Nazaret.  La tua vera patria è Nazaret nella Gerusalemme celeste. Se tu adoperi sforzo molto generoso, in un momento vi puoi pervenire. Francesco Borgia si incamminò in tarda età e vi arrivò. Il lavoratore che ad un’ora avanti notte si risolse a lavorare con alacrità nella vigna del suo padrone ottenne, come gli altri che erano pervenuti prima, generosa mercede. Oh quanto è buono il Signore! E tu come sei pazzo se, potendo con un atto generoso rapirti il bel paradiso, ometti di lavorare come conviensi.

Finalmente osserva un altro esempio che ti porge Maria. La benedetta fra tutte le donne volgeva l’occhio attento a ricopiare dove trovava un esempio di virtù. Mirava poi a tollerare con rassegnazione perfettissima tutte quante le tribolazioni della vita. Tu se ti lasci trascinare dal buon esempio di tanti, entrerai in paradiso. Succederà di te come di quei fedeli che sul limitar d’una chiesa sono portati dalla calca di gente che viene dietro. Entrerai facilmente nel paradiso, se tu almeno tolleri in santa pace quelle traversie che sono proprie di ogni dì della vita. Le umane sciagure sospingono in alto il tuo pensiero, come in mare traggono in alto la tua nave quei venticelli che succedonsi così propizii a camminare sulle onde. Ed eccoti in quanti bei modi tu puoi rapirti il caro paradiso.

Ed or pregane di ciò Maria con dirle: “Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia”. Fra il giorno poi ripensa a questo che hai udito e nell’arte di guadagnarti il paradiso impara ad essere pure ladrone ben accorto.

Beato Luigi Guanella

Tratto da http://www.intratext.com/IXT/ITA0614/__PT6.HTM

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