Nel mese dei fiori – Giorno 14

 

Decimo quarto giorno 

Dall’amore che Maria ebbe per Gesù si deduce qual debba essere l’affetto del cristiano per Iddio

 

   

 

Maria benedetta tu la devi osservare intorno al suo Gesù. Una madre oh come con affetto guarda in viso al suo bambino, come lo saluta con amabile sorriso! E quando gli viene intorno per essere nutrito, ella dice: “Pasciti che tu sei l’angelo mio”. Però ben più puro in questo fu l’amore di Maria santissima. Sapevalo la fortunata che l’infante era il Figlio consostanziale del Padre, onde rimiravalo con adorazione altissima. Sapevalo Maria che Gesù bambino era il salvator suo e degli uomini, epperò oh come ardeva di affetto nel cuor suo! Sapevalo Maria che Gesù era il glorificatore dei santi, però ella amavalo con quello affetto con cui l’amano i beati del paradiso.

Maria benedetta amava il suo Gesù con amore purissimo. Le fibre del suo cuore tutte tutte palpitavano per il Figlio divino. Per lui solo si rivolgevano tutti i pensieri della sua mente. Ah, se anche tu impari a purificare il tuo cuore! Se tu medesimo apprendi ad amare Iddio a somiglianza di Maria, puoi ben tu vivere contento.

E tu, l’ami tu il Signore? Che ne dice il cuor tuo? E le opere che fai per Iddio, dove sono esse? I veri amanti di Dio desiderano struggersi come l’olio di quella lampada che arde dinanzi al Santissimo Sacramento.

E Maria, che fu poi incoronata regina degli angeli e dei santi, potresti tu immaginarlo con quanta forza amasse il suo Gesù? Se nel tuo cuore il fuoco d’amor santo arde come la fiamma di un foconcino, in Maria ardeva come l’ardore di un Mongibello. Ma che impedisce che anche tu ami maggiormente il Signore?

Amalo con ardore infuocato, ché così sarai con speciale dilezione riguardato da alto da tanti tuoi fratelli, i beati del paradiso. A questo scopo studia più che ti sia possibile intorno alle perfezioni di Dio, perché il Signore più si ama quanto più si conosce.

L’amor di Maria nemmeno fu pericolo che si smorzasse quaggiù, perché ad alimentare questo fuoco era continuo il soffio della divina grazia. Poi per estinguerlo non erano le acque della concupiscenza, come si trovano in te. Ma tu che farai? Supplica il cielo perché aliti ancora nel cuor tuo. Poi comanda alla carne tua perché non si sollevi a sommergere, quasi naufrago nelle onde, lo spirito tuo nelle acque delle tentazioni. Se tu operi così, otterrai che anche in questa parte l’amor tuo sia somigliante a quello dei beati, che è fuoco inestinguibile.

Pregala che ne scampi ancor l’animo tuo. Supplica con dirle più volte in questo dì: “Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia”. Poi adoperati subito subito per esercitare l’animo tuo in più atti di amor santo.

 

Beato Luigi Guanella

Tratto da http://www.intratext.com/IXT/ITA0614/__PT2.HTM

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