Nel mese dei fiori – Giorno 10

Decimo giorno

Ad imitazione di Maria, di ogni bene che possiedi devi darne gloria a Dio

 

Considera Maria benedetta. Elisabetta finalmente viene a dire a Maria: “Chi sono io mai da meritare che la madre del mio Signore venga a visitarmi?”. E la Vergine allora esclama: “Magnificat anima mea Dominum“, e continua a proferire il più bel cantico di quanti risuonassero fino allora sulle labbra di patriarca fervido o di profeta inspirato. Maria all’encomio che ne riceve dalla cugina sembra turbarsi e poi, per divertirne lodi maggiori, si affretta ella a donare a Dio la gloria più alta che fino allora gli sia mai pervenuta. La bocca di Maria in proferire questo cantico era divenuta quasi voce dell’Altissimo.

Ah, se anche tu sapessi separare il prezioso dal vile! Tutto ciò che è prezioso in te vien da Dio. Tutto quello che in te è vile viene dalla miseria e dalla malignità tua. Ma tu delle cose buone te ne glorii, delle biasimevoli poi te ne scusi con dire che la legge del Signore è troppo severa, che la tua fragilità è sì grande, e simili.

In un altro senso tu puoi essere come la bocca di Dio, ed è quando col discorso delle tue predicazioni, ovvero con gli affetti vivi del tuo cuore, tu puoi separare un peccatore dal lezzo della sua colpa e condurlo sovra un trono di grazia e di carità. Quest’opera che tu vieni a compiere è la più grande che possa eseguire. Questa tua è come un’opera divina. Il Signore fece opera grande quando dal nulla creò questo mondo che tu abiti. Ma tu quando cavi un peccatore dall’abisso della iniquità e che lo trasporti nel cielo sereno della divina grazia, tu cooperi per compiere un’impresa di gran lunga superiore. La creazion del mondo è per l’ordine naturale quaggiù; la giustificazione dell’empio è per l’ordine sovrannaturale della vita eterna.

Maria, che più di tutte le creature anche in questo senso è stata quasi bocca del Signore, oh quante anime ha salvate colla parola, quante n’ha liberate collo esempio! Quante n’ha ricompre col fervor dell’orazione santa! Basta ricordare quel che ne dicono i santi Padri, che cioè tutti quelli che si salvano giungono al paradiso per mezzo di Maria, che del cielo ne è come la porta.

  Or tu, per crescere a tanta fortuna di merito, vivi con l’affetto vicino a Maria. Pregala tanto con dirle: “Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia”, e tosto tosto per piacerle adoperati perché un fratello tuo, fra i molti peccatori, eviti almeno un peccato e salvi l’anima sua.

Beato Luigi Guanella

Tratto da http://www.intratext.com/IXT/ITA0614/__PSY.HTM

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