Nel mese dei fiori – Giorno 8

Ottavo giorno

Dallo esempio della beata Vergine che visita la cugina Elisabetta si ricava che il cristiano anche è santo quando ha la carità verso al prossimo suo

 

Figurati che un angelo venga a dirti: “Tu sei eternamente salvo, il segnale di tua beata predestinazione è questo… che sì bene possiedi”. Ti pare che a questo annunzio faresti molta festa? Ma esultane pure se il cuor ti dice che tu ami davvero i fratelli del tuo prossimo! Non solo un angelo, ma il Creatore degli angeli è là per dire a te come ad ogni altro: “Voi siete miei discepoli diletti se vi amate di cuore a vicenda”.

Osserva in ciò Maria benedetta. Ella già aveva con sé l’autore della grazia, epperciò della carità. Godeva in sentire le inspirazioni di Dio come può godere un beato che si trova a vista dello Altissimo. Ma appunto la voce del Signore le parla che si affretti in aiuto alla cugina Elisabetta, la quale poteva aver molto bene da una visita di lei. Ed eccola Maria levarsi su e affrettarsi. Non cura disagio di viaggi, non sollecitudini di famiglia. Ella si incammina e coll’ali della carità presto si trova a vista di Ebron e della casa di Elisabetta sua cugina.

Oh come batteva nel suo petto il cuore a Maria benedetta! E così dev’essere parimenti fervido l’amor tuo. Per far bene al tuo prossimo devi come Paolo sclamare: “Gesù mi ha amato tanto, or come posso io vivere senza far almeno altrui tutto quel bene che mi è possibile? Devi, come i martiri del Signore, regalare con generosità, per piacere più vivamente a Dio. Oh come devi desiderare di porgere aita a tanti poverelli!

Appena si incontrarono, abbracciaronsi quelle sante creature. I loro cuori si incontrarono. Quel che pensava Maria, quello imitò Elisabetta. E quello che Maria volle, ciò desideravasi dalla cugina. Intanto nei tre mesi nei quali dimorarono assieme erano comuni le cose della casa, cordialissime le esibizioni della mensa.

  Questo costume imitarono poi i primi cristiani, dei quali è scritto che erano cor unum et anima una e che habebant omnia communia. Egual pensare, egual volere, mensa uguale: ecco un vincolo triplicato che difficilmente si rompe; appunto perché i cristiani uniti sono una potenza formidabile, perciò il demonio si sforza tanto di spargere in questo campo le dissensioni. Ma tu non sarai quello sciagurato che vuol cedere alle diaboliche suggestioni. Oh quanto è meglio che ami a somiglianza di Maria e con parità de’ cristiani tuoi padri!

 Piaccia a Dio che, avendo molto amore al tuo signore Gesù Cristo, possa anche tu procacciare altrui benefici salutari. Pregane Maria con dirle: “Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia”. E per darle un pegno di affetto, oggi esercita almeno tre atti di carità, vuoi corporale, vuoi spirituale, a pro del prossimo tuo.

Beato Luigi Guanella

Tratto da http://www.intratext.com/IXT/ITA0614/__PSW.HTM

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