Nel mese dei fiori – Giorno 5

Quinto giorno
Dallo esempio di Maria che prega e lavora nel tempio di Gerusalemme deve ognuno apprendere a fare altrettanto nel tempio di questo mondo e poi a starsene tranquillo
 
Considerala ancora Maria benedetta nel tempio del Signore. La sollecita Vergine sorge di buon mattino e si applica a pregare l’Altissimo. Ore di poi ristora con frugal cibo il suo corpo verginale, e poi attende ai lavori che son proprii nel tempio santo, la pulitezza dei vasi, l’ornamento dei sacri lini, la ricchezza degli arredi santi. In seguito Maria attende alla lettura dei Libri divini e in questo esercizio la Vergine perfeziona vieppiù lo spirito suo e legge addentro nei misteri ineffabili del Signore altissimo.
Questo metodo di vita è quello costante che san Girolamo osserva aver praticato Maria nel tempio. Intanto impossibile fu che un fantasma di immaginazione vana turbasse la mente alla Vergine. Impossibile che il suo cuore aspirasse a far altre cose o più appariscenti o reputate di utilità maggiore. Sapevalo Maria che non si può far meglio di colui che con diligenza eseguisce l’ufficio proprio.
Ecco quello che santifica Maria nel tempio di Gerusalemme. Tu o nel santuario del Signore, che è la Chiesa di Dio santissimo, ovvero nel tempio di questa terra eseguisci come Maria l’ufficio tuo. Lavora e prega e poi non ti angustiare per veruna cosa, che con questo crescerai perfetto cristiano.
O se ti conviene angustiarti, fa che la tua sollecitudine sia santa. Sei tu curatore di anime mandato per salvare un popolo? È giusto che di ciò ne sia sollecito. Ovvero ti affretti a predicar la divina parola? Anche di ciò devi esserne sollecito. Può esser che debba amministrare robe altrui, e in ciò chi non dubita che non abbia ad aver molta cura? O tu hai da esercitarti in più lavori manuali, e allora sia ancor premuroso come Marta, che si occupava con tanto ardore all’opera sua.
Sollecitudine tu devi avere per piacere a Dio e sollecitudine per salvar l’anima tua. Devi altresì procacciare per l’anima del prossimo e procurare di comparire innanzi a tutti con quella soavità di modi che userebbe Gesù Cristo medesimo. Darsi sollecitudine per tutte queste cose è saviezza. Darsi poi sollecitudine per tutto il resto di cose umane è stoltizia. Non sia tu dunque pazzo, ma sapiente.
Poi altresì nelle sollecitudini buone guardati da due pericoli contrari. Le buone sollecitudini sono come un cavallo che ti conduce nella via buona. Sia pure il cavallo che trascina il tuo carro un destriero gagliardo, ma non sia troppo ardente perché alla fine non ti abbia a rovesciare. E tanto meno fa che sia un cavallo o troppo pigro e insieme testereccio.
In ogni caso di prova o di tentazione tu abbia pronto il ricorso a Dio per essere sempre costante nel bene. E per ogni evenienza della vita, applica gli affetti del tuo cuore per dire alla Vergine: “Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia”. E per piacerle anche più con un dono particolare, oggi fa di te stesso e delle cose tue un’offerta rassegnata a Gesù per mezzo della Madre sua.
Beato Luigi Guanella
 
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