Piccola vittima

Un tempo le sembravano paradossi le espressioni di Teresa di Gesù: "o patire o morire!" e di Maddalena dei Pazzi: "patire e non morire!" e di Veronica Giuliani: "il mio patire è non avere patimento alcuno!" della S.M.Barat: "vivere senza patire è vivere senza amare, e vivere senza amare è morire". Ed ora le sembrano dolcissime verità: perché ora gusta anch’essa le gioie arcane del sacrifizio; ora sa che nessun Tabernacolo è così gradito agli occhi del Signore, nessun soggiorno così delizioso, nessuna cetra così melodiosa, quanto l’anima santificata dal dolore. Ed ora, tre pani quotidiani chiede ogni giorno al Signore: "un poco di cibo per il corpo…il Pane eucaristico per l’anima…un poco di dolore per tutti e due!". L’anima eucaristica senza soffrire non saprà più stare; sarà la piccola vittima, compagna della grande Vittima dei nostri Tabernacoli: l’ostia piccola unita all’Ostia grande!
 
Tratto da L’anima eucaristica – Antonino di Castellani
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