Notte passiva dello spirito

Infine, data la sublimità e l’eccellenza della contemplazione oscura, l’anima diviene cosciente della sua profonda povertà e della sua estrema miseria. Sente in sé un terribile vuoto, una assoluta carenza di beni temporali, naturali e spirituali. Si vede immersa nei mali opposti: “miserie d’imperfezioni, aridità e vuoti paurosi nella facoltà percettiva delle potenze, abbandono dello spirito avvolto nelle tenebre…Ha la sensazione che prova chi è impiccato o sospeso in aria in modo da non poter respirare. Ma Iddio intanto sta depurando l’anima, annientando, estromettendo o consumando in essa tutte le affezioni e le abitudini imperfette da essa contratte nella vita, come fa il fuoco con la ruggine o l’ossido del metallo. Siccome esse sono duramente abbarbicate alla sostanza dell’anima, questa va soggetta a patire una grave demoralizzazione e un vero tormento interiore, oltre al suaccennato senso di indigenza, di vuoto naturale e spirituale…”. Per estirpare ed eliminare la ruggine delle sue incarnate tendenze, l’anima deve in un certo qual senso “prima di tutto annientarsi e dissolversi; dato che queste passioni e imperfezioni sono divenute per lei quasi una seconda natura”. Ed essa “sente questa radicale distruzione fin nella propria sostanza…sicché le sembra quasi di andar incontro alla morte per inedia”. “Siamo al punto in cui Dio umilia intensamente l’anima per esaltarla altrettanto intensamente in seguito”. Se tale situazione dovesse durare, “essa ne morirebbe in pochi giorni”. Per fortuna queste impressioni si manifestano in lei solo a brevi intervalli,, e con una incisività così eccezionale. Ma a volte sente la sua abbietta indegnità con tanta vivezza che le sembra di vedersi l’inferno aperto davanti agli occhi…Queste anime fanno parte di coloro che effettivamente discendono vivi nell’inferno, depurandosi ancora in questa vita come avverrebbe nell’al di là…E così l’anima che lo attraversa quaggiù, o non entra in quel luogo o vi si trattiene molto poco, perché acquista più in un’ora passata qui che non in tante passate là dentro”.

Tratto da Scientia Crucis – Cap II – Spirito e fede – 3) Morte e Risurrezione –  a) Notte passiva dello spirito

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