2009-11-23

 

Come può un anima così imperfetta come la mia aspirare a possedere la pienezza dell’Amore? O Gesù, mio primo, mio solo Amico, tu che io amo unicamente, dimmi che mistero è questo? Perché non riservi queste immense aspirazioni alle grandi anime, alle aquile che si librano nelle altezze? Io mi considero invece un debole uccellino coperto solo da una leggera lanugine. Non sono un’aquila: dell’aquila ho semplicemente gli occhi e il cuore perché, nonostante la mia piccolezza estrema, oso fissare il Sole divino, il Sole dell’amore, e il mio cuore sente dentro di sé tutte le aspirazioni dell’aquila. L’uccellino vorrebbe volare verso quel Sole brillante che affascina i suoi occhi, vorrebbe imitare le aquile sue sorelle che vede elevarsi fino al focolare divino della Trinità Santissima. Ahimè, tutto ciò che riesce a fare è sollevare le sue piccole ali! Ma alzarsi in volo, questo non è nelle sue piccole possibilità!

 

 Che ne sarà di questo uccellino? Morirà dal dispiacere nel vedersi così impotente? Oh, no! L’uccellino non si affliggerà nemmeno. Con un abbandono audace, vuole restare a fissare il suo Sole divino. Niente potrebbe spaventarlo: né il vento, né la pioggia.

 

 O Verbo Divino, sei tu l’aquila adorata che amo e che mi attira; sei tu che, lanciandoti verso la terra d’esilio, hai voluto soffrire e morire per attirare le anime fino al seno dell’eterna fornace della beata Trinità; sei tu che, risalendo verso la luce inaccessibile che sarà ormai tua dimora, sei tu che resti ancora nella valle di lacrime, nascosto sorto l’apparenza di un’ostia bianca! Aquila eterna, tu vuoi nutrire della tua sostanza divina proprio me, povero piccolo essere, che tornerei nel nulla se il tuo sguardo divino non mi donasse la vita in ogni istante! O Gesù, lasciami nell’eccesso della mia riconoscenza, lasciami dire che il tuo amore arriva fino alla follia!

 

Gesù, io sono troppo piccola per fare grandi cose! E la mia follia è di sperare che il tuo amore mi accetti come vittima! La mia follia consiste nel supplicare le aquile mie sorelle di concedermi la grazia di volare verso il Sole dell’amore con le stesse ali dell’aquila divina!

 

Per tutto il tempo che vorrai, o mio Amato, il tuo uccellino resterà senza forze e senza ali, egli sempre terrà gli occhi fissi su di te: vuole essere affascinato dal tuo sguardo divino, vuole diventare la preda del tuo amore! Un giorno, ne ho la speranza, aquila adorata, tu verrai a prendere il tuo uccellino e, risalendo con lui alla fornace dell’amore, lo immergerai per l’eternità nell’abisso ardente di quell’Amore al quale si è offerto come vittima!

 

Santa Teresa di Gesù Bambino

 

Tratto da http://www.certosini.info/lezion/Santi/1%20ottobre%20Santa%20Teresa%20di%20gesu%20Bambino.htm

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